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Patmo
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mwdgPatmocite-ref-1[1] (mwewin greco Πάτμος?, Patmos) è un'mwfaisola dell'Egeo. L'isola è famosa poiché, secondo un'antichissima tradizione cristiana, l'mwfqapostolo mwfgGiovanni fu qui esiliato dall’imperatore mwfwDomiziano dal mwga95 al mwgq100 d.C.cite-ref-2[2] Durante questo periodo egli ebbe le sue famose visioni da Gesù, che portarono alla redazione del mwhgLibro dell’Apocalisse.cite-ref-3[3]
Contents
• Clima
• Storia
• Note
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Geografia fisica
Territorio
Patmo è una delle isole più settentrionali del complesso mwlqDodecaneso. Si trova a nord di mwlgLero e a sud dell'isola di mwlwIcaria. L'isola è di origine vulcanica e arida; è costituita da tre blocchi rocciosi uniti da stretti istmi; i rilievi irregolari sono separati da piccole valli. Il capoluogo dell'isola è Chora e il porto principale è Skala. L'isola è stata ribattezzata la mwmaGerusalemme dell'Egeo, simbolo della cristianità e meta di pellegrinaggi dei luoghi sacri che accolsero i passi dell'evangelista Giovanni.
Clima
Il clima è quello tipico mediterraneo, caldo d'estate e freddo e piovoso d'inverno. Temperatura media annuale: mwmw18,5 °C. Temperatura media d'estate: mwna25-33 °C.
Origini di Patmos nel mito
L'elemento greco si compiacerà di intrecciare una sua propria leggenda con le origini di Patmo, collegandole con gli dei dell'mwnwOlimpo e con i mitici eroi dei mwoapoemi omerici. Una leggenda racconta che era nascosta sotto l'oceano ed era visibile solo quando la dea della Luna, mwoqSelene, brillava su di lei. Una notte, un'altra dea, mwogArtemide, notò l'isola e se ne innamorò, desiderandola per se stessa. Chiese quindi il permesso agli altri dei per farla emergere dal mare, e grazie al potere di Zeus l'isola trovò spazio dove giace ancora oggi. Un'altra leggenda narra che mwowOreste, dopo aver ucciso la madre mwpaClitennestra, si rifugiò a Patmos per sfuggire alle mwpqErinni.
Storia
Epoca ellenica
Resti di necropoli antiche sono stati rinvenuti nei centri di Nettia, vicino a Patmos, e di Kambos, nella parte Est dell’isola. Al IV o al III secolo a.C. sembra risalire la cinta muraria in pietra nera e in tecnica isodoma, che si osserva sull’altura di mwqqKasteli presso il porto. L'isola, che inizialmente fu abitata da mwqgstirpi doriche, fu in seguito colonizzata dagli mwqwIoni; nel mwra428 a.C. la flotta spartana fu costretta dagli mwrqAteniesi a ripiegarvi.cite-ref-4[4]
Epoca romana
L'isola era già conosciuta dallo storico mwtaTucidide, dal geografo mwtqStrabone e da mwtgPlinio il Vecchio. In epoca imperiale romana, fu luogo di residenza di alcuni notabili, forse esiliati politici.cite-ref-5[5] Verso la fine del mwuwI secolo era una piazzaforte avanzata di mwvaMileto, sua dirimpettaia sulla costa dell'mwvqAsia Minore, che se ne serviva come fortezza per difendere l'accesso al proprio porto. Essa vi relegava in soggiorno sorvegliato persone indesiderabili dalla città.
Epoca bizantina
Nel mwwa1088, l'imperatore mwwqAlessio Comneno cedette l'isola a un monaco asceta, il beato mwwgCristodulo, abate di mwwwBitinia, che precedentemente gli manifestò il desiderio di stabilirvi un «laboratorio di virtù» e così fondò il monastero di San Giovanni.cite-ref-6[6]cite-ref-7[7] Nel corso degli anni successivi alla sua costruzione, il monastero per proteggersi dalle scorrerie dei pirati turchi, saraceni e normanni, eresse a sua difesa e baluardo, alte muraglie. A cent'anni circa dalla sua fondazione, il monastero contava una comunità monastica di 150 monaci, una ricca biblioteca, proprietà nelle isole vicine e a mwzaCreta, navi commerciali esonerate da imposte.cite-ref-8[8] L'isola e il monastero godettero, dal XIII secolo in poi, della protezione di mwaqVenezia, che conquistò Patmos nel mwag1207. Nel corso dei secoli XIII e XIV l’isola soffrì dei conflitti che opposero i Turchi a Bisanzio. Dopo la mwawcaduta di Costantinopoli e l'affermarsi dell'mwbaImpero ottomano, l'isola fu assoggettata a tributo dai turchi nel mwbq1537. In questo periodo l'isola conobbe un periodo di prosperità e ospitò molti rifugiati bizantini. Grazie alla vicina Creta, divenuta veneziana, e dove l'attività culturale fu intensa, l'isola progredì delle nuove tecniche decorative e scultorie che influenzarono i pittori e gli scultori locali. Questi abbellirono notevolmente le decorazioni interne del monastero.cite-ref-9[9] Nel mwcg1669 ospitò rifugiati veneziani di mwcwCandia.
Il periodo italiano
Durante la mwdgguerra italo-turca, il 12 maggio 1912, l'mwdwincrociatore corazzato mweaAmalfi della mweqRegia Marina occupò Patmo. Successivamente nel 1924, l'isola entrò a far parte delle mwegIsole Italiane dell’Egeo; dopo la mwewSeconda guerra mondiale andò alla Grecia con il resto del Dodecaneso. Da allora non è raro udire, soprattutto tra gli Ateniesi, la definizione di 'italiani', per gli abitanti dell'arcipelago.
Amministrazione
Il territorio del mwfgcomune omonimo comprende, oltre a Patmo, anche le isole mwfwArkoi, Marathi oltre a numerosi isolotti nelle vicinanze. Il principale abitato dell'isola è mwgaSkala, composto da quattro quartieri tra cui Netia, dove si trova la darsena nella quale attraccano le navi provenienti dal mwgqPireo. L'isola è da anni meta di un turismo di buona qualità, prevalentemente di età compresa tra i 30 e i 45 anni. Numerose sono le ville sull'isola. Tra le spiagge più note, Psiliamos, Grikos, Petra, Le Gemelle, Livadi, Kampos, Agriolivadi, Vaghià, Lambi.
Monumenti e luoghi d'interesse
Il centro storico di Chora con il mwhamonastero di San Giovanni e la grotta dell'mwhqApocalisse sono state dichiarate dall'mwhgUNESCO mwhwpatrimonio dell'Umanità. Chora è uno dei pochi centri in Grecia a essere stato abitato senza interruzioni. È inoltre uno dei pochi posti al mondo ove le funzioni religiose sono praticate ancora nella loro forma originaria, così come lo erano agli inizi del mwiaCristianesimo. Insieme al suo monastero che la domina dall'alto e la grotta dell'mwiqApocalisse, Chora costituisce un luogo di pellegrinaggio e di notevole interesse artistico. Il monastero di San Giovanni il "Teologo" e la grotta commemorano il sito dove l'Apostolo avrebbe composto il mwigsuo Vangelo e l'mwiwApocalisse.
Nelle rocce di mwjqtrachite della grotta, che hanno avuto origine dagli strati più profondi della terra un'aureola in argento evidenzia il luogo in cui san Giovanni Apostolo appoggiava la testa quando riposava. Una cornice di argento indica il punto dove il santo appoggiava la propria mano per rialzarsi. In prossimità nel tetto della grotta vi è un punto dal quale dalla roccia granitica si dipanano tre fenditure, che la leggenda vuole originate dalla voce divina.
Gemellaggi
Note
cite-note-11. ↑ mwngAtlante Zanichelli, p.19
cite-note-22. ↑ Cfr. Il mondo della bibbia, Rivista bimestrale internazionale, Settembre-Ottobre 1998, N. 4, Anno VIII, ISSN 1120-7353 Maurice Carrez, “mwogIo, Giovanni,… mi trovavo nell’isola chiamata Patmos”, pag. 5
cite-note-33. ↑ Maurizio Olivieri, mwpgGuida della Grecia, 2017 Scheda Isola di Patmo o Patmos
cite-note-44. ↑ Enciclopedia Treccani, mwqgPatmos
cite-note-55. ↑ Cfr. Il mondo della bibbia, Rivista bimestrale internazionale, Settembre-Ottobre 1998, N. 4, Anno VIII, ISSN 1120-7353 Maurice Carrez, mwrgibid.
cite-note-66. ↑ Cfr. G. Lorand, mwsgCarnet de Patmos, Edizioni Le Temps qu’il fait, Parigi 1991, pagine 2-33
cite-note-77. ↑ Anne Soupa, mwtgIl monastero: «un laboratorio di virtù», Il mondo della bibbia, Rivista bimestrale internazionale, N. 4, Anno VIII, pag. 7
cite-note-88. ↑ Anne Soupa, mwugIl monastero: «un laboratorio di virtù», mwuwibid.
cite-note-99. ↑ M. Chatzidakis, Icons of Patmos. Questions of Byzantine and Post-Byzantine Painting, 1985
Voci correlate
Altri progetti
Altri progetti
• Wikimedia Commons
• Wikivoyage
• Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Patmo
• Wikivoyage contiene informazioni turistiche su Patmo
Collegamenti esterni
• Sito ufficiale, su patmos.gr.
• citereftreccani-itPatmo, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
• citerefdizionario-di-storiaPatmo, in Dizionario di storia, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2010.
• citerefsapere-itPatmo, su sapere.it, De Agostini.
• citerefcyclop-dia-of-biblical-theological-and-ecclesiastical-literature(EN) Patmo, in Cyclopædia of Biblical, Theological, and Ecclesiastical Literature, Harper.
• mwyqhttp://www.patmos.gr/ mwygArchiviato l'11 gennaio 2006 in Internet Archive.
• mwzqhttp://www.patmosweb.gr/
• mwzwhttp://www.patmostimes.gr/